Tenebre e Ossa: 5 motivi per vedere la nuova serie Netflix

Tenebre e Ossa: 5 motivi per guardare la nuova serie Netflix

I fan la aspettano da tempo e ormai è arrivata. Esce finalmente oggi su Netflix la prima stagione della nuovissima serie fantasy basata sui libri del Grishaverse di Leigh Bardugo. In particolare, la serie si concentra sul primo volume della trilogia di Tenebre e Ossa e sui personaggi protagonisti della duologia sequel Sei di Corvi (trovate qui la nostra recensione!).

Sarà all’altezza delle aspettative? In attesa di scoprirlo, ecco cinque motivi per cui, secondo noi, dovreste dare una possibilità a questa serie.

Di cosa parla Tenebre e Ossa? La trama

Il libro Tenebre e Ossa è il primo di una trilogia incentrata sul personaggio protagonista di Alina Starkov, una ragazza orfana cresciuta nell’orfanotrofio di Keramzin insieme al migliore amico Mal che, entrata a far parte del Primo Esercito, si ritrova un giorno a dover attraversare la Faglia d’Ombra, una striscia di terra oscurata e popolata di pericolosi mostri chiamati Volcra. Una volta all’interno della Faglia, tuttavia, quando l’esercito si ritroverà a soccombere ai Volcra, Alina dimostrerà di custodire un potere unico nel suo genere che potrebbe distruggere una volta per tutte l’antica Faglia e riunire finalmente dopo secoli Ravka Est a Ravka Ovest riportando il regno alla sua antica potenza.

La serie prende il via proprio dalle vicende di Alina che sarà appunto la protagonista. 

Ma l’universo di Tenebre e Ossa non si ferma qui: Leigh Bardugo ha scritto altre due duologie ambientate nello stesso mondo, di cui una, la ben più celebre – e sembrerebbe anche più apprezzata – Sei di Corvi, è stata inglobata all’interno della serie Netflix.

Ebbene, la duologia letteraria prende piede alcuni anni dopo la conclusione degli eventi della trilogia di Tenebre e Ossa, ma, data la popolarità della saga, la serie ha scelto di inglobare nella sua storia anche i personaggi di Sei di corvi, andando a raccontare gli eventi inediti che precedono la storia dei libri. Nella serie vedremo quindi anche il passato della banda dei Corvi, formata dall’abile e scaltro Kaz, dalla spia Inej e dal tiratore Jesper, e il passato del Druskelle di Fjerda Matthias e della Grisha Nina che sappiamo unirsi alla banda un po’ più tardi.

Purtroppo Tenebre e Ossa è stato il primissimo libro pubblicato da una giovane Leigh Bardugo e nei libri l’inesperienza si sente; non per nulla i libri più amati dal fandom sono quelli successivi della duologia di Sei di corvi. Tuttavia l’autrice è stata in grado di tessere una trama molto coinvolgente e ricca di colpi di scena che speriamo possano brillare anche nella serie.

Worldbuilding e cultura russa

Un fantasy non può essere un buon fantasy se non ha prima di tutto un’ambientazione ben fatta e affascinante. Ebbene, il mondo creato da Leigh Bardugo per la trilogia di Tenebre e Ossa, e ripreso nella duologia sequel di Sei di Corvi, è sicuramente uno dei maggiori punti di forza della saga.

Se siete stanchi di vedere i soliti fantasy dalle atmosfere medievaleggianti, Tenebre e Ossa farà sicuramente per voi: la storia di Alina si svolge infatti in un regno, Ravka, fortemente ispirato alla Russia zarista. L’atmosfera è pregna di riferimenti alla cultura russa e non solo di facciata: tutto, dai nomi dei personaggi, all’onomastica e alla toponomastica ha radici nella lingua russa, perfino la religione ortodossa e la sua tradizione del culto dei santi trova spazio in questo mondo. E non solo cultura russa: il regno di Ravka confina infatti a nord con il regno di Fjerda, ispirato ai paesi scandinavi, e a sud con il regno di Shu Han, ispirato invece alla Mongolia e alla Cina.

La storia di Sei di Corvi, invece, è ambientata ad ovest di Shu Han, nella nazione di Kerch, ispirata ai Paesi Bassi del diciassettesimo secolo, e in particolare a Ketterdam, una ricca città mercantile ricca di canali e ovviamente ispirata alla città di Amsterdam.

Il worldbuilding affonda quindi le proprie radici all’interno di culture solide e realmente esistite che aiutano a rendere l’ambientazione di Tenebre e Ossa nuova e unica nel suo genere.

I Grisha e la piccola scienza: il sistema magico

Ad arricchire ulteriormente l’ambientazione del Grishaverse vi è un sistema magico che nonostante non sia una completa novità è stato modellato accuratamente dall’autrice in modo da essere estremamente originale.

In questo mondo sono presenti i Grisha, una sorta di stregoni in grado di controllare e plasmare la materia a proprio piacimento. I Grisha a Ravka sono per lo più raggruppati nel Secondo Esercito, comandato dall’Oscuro, mentre sono perseguitati a Fjerda e a Shu Han come scherzi della natura.

I Grisha si distinguono in tre diversi ordini identificati visivamente dal colore della loro kefta (QUI trovate un’immagine esplicativa):

  • I Corporalki: Sono in grado di controllare il corpo umano e sono identificati da una kefta rossa. Si dividono a loro volta in:
    • Spaccacuore, con la kefta rossa bordata di nero
    • Guaritori, con la kefta rossa bordata di grigio
    • Plasmaforme, con la kefta rossa bordata di blu
  • Gli Etherealki: Sono in grado di evocare i diversi elementi naturali e sono identificati da una kefta blu. Si dividono a loro volta in:
    • Chiamatempeste, con la kefta blu bordata d’argento
    • Inferni, con la kefta blu bordata di rosso
    • Scuotiacque, con la kefta blu bordata d’azzurro
  • I Materialki: Sono in grado di plasmare materiali come il metallo, il vetro, i tessuti e gli elementi chimici e sono identificati da una kefta viola. Si dividono a loro volta in:
    • Tempratori, con la kefta viola bordata di grigio
    • Alchemi, con la kefta viola bordata di rosso

Tra i Grisha si distinguono l’Oscuro e Alina stessa, i quali sono in grado di evocare rispettivamente l’oscurità e la luce e che per questo sono comunque considerati Etheralki.

Speriamo che gli effetti speciali possano dare giustizia a questo complesso sistema magico.

I personaggi

Chi già conosce Leigh Bardugo potrebbe concordare: uno degli aspetti su cui ha ampiamente dimostrato di saperci fare e, ancora più importante, di poter lavorare nel tempo migliorandone gli aspetti critici, è senza ombra di dubbio la costruzione dei personaggi. Le saghe alle quali è ispirata Tenebre e Ossa hanno fatto innamorare i loro lettori proprio per il fascino dei protagonisti, capace di accrescere ad ogni libro partendo dal primo omonimo della trilogia Grisha e arrivando a Regno Corrotto. La Bardugo predilige gli esclusi, gli antieroi: persone con difetti e che compiono sbagli e ne sono anche consapevoli. La complessità di questa caratterizzazione è frutto di un lavoro che parte da alcuni cliché nella prima trilogia (dovuti, in parte, anche al periodo di uscita dei primi libri che si inserivano sicuramente in un contesto molto diverso) e che trova una più completa realizzazione nella duologia di Sei di Corvi. È proprio in questi due libri che la loro profondità e complessità riesce a creare un livello di empatia tale che speriamo ci conquisterà anche nella serie attraverso le backstories di cui saranno protagonisti.

I legami

Se i personaggi protagonisti di questa saga possono essere definiti affascinanti da scoprire passo per passo, lo stesso, se non di più, può essere detto dei legami che instaurano. Un punto a favore è sicuramente dato dai punti di vista differenti assunti nel corso della storia e che, presumibilmente, avendo unito due saghe con personaggi diversi tra loro, verranno mantenuti anche nell’adattamento di Netflix. Questi rapporti non sono mai facili né scontati ma, seppur inseriti all’interno di un ambiente totalmente fantasy, sono molto realistici nella loro rappresentazione. Sono proprio queste relazioni, totalmente differenti tra loro, a reggere la trama ma senza ostacolarla: semplicemente delineandone i contorni e i confini, inserendosi all’interno della storia e diventando storia a loro volta nel più naturale dei modi. Lo sviluppo di questi rapporti è anche occasione per una maggiore rappresentazione della diversità che, diciamocelo, non è mai abbastanza: disabilità, etnia, orientamenti sessuali e sessismo diventano, in alcune occasioni, protagonisti di questi legami e Leigh Bardugo riesce a raccontarci le difficoltà che ne conseguono con una facilità estrema e di cui abbiamo estremamente bisogno nei media di consumo, specialmente in quelli più popolari. 

Punto bonus: Ben Barnes

Pensavate avessimo finito ma come potevamo non inserire anche lui tra i motivi che dovrebbero convincervi a guardare Tenebre e Ossa? Non potremmo parlare di nessun altro se non di Ben Barnes, il sogno proibito di qualsiasi autore o autrice di fantasy dell’ultimo decennio. Protagonista assoluto di ogni fancast possibile e immaginabile che potreste trovare online, Leigh Bardugo è una delle poche elette che è riuscita ad averlo realmente come volto di uno dei suoi personaggi. Ci sono dei motivi se il suo nome è onnipresente nei desideri di tutti gli autori che vorrebbero vedere la proprio opera realizzata in televisione o al cinema e questi motivi si riassumono perfettamente nel fatto che Ben Barnes sembra proprio essere nato per interpretare questi ruoli in pieno stile Darkling (o Oscuro, come è stato tradotto in italiano): tenebroso, pieno di segreti e spesso anche pericoloso ma proprio per questo affascinante e chi meglio di lui potrebbe interpretare un ruolo simile? Noi non vediamo l’ora di vederlo sullo schermo e siamo sicure che su questo ci darete ragione tutti.

Fonti

Tenebre e Ossa (Shadow and Bone), Leigh Bardugo, Mondadori

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