Luca: una favola tutta italiana

Luca: una favola tutta italiana

Luca: locandina e valutazione

Enrico Casarosa

2021

Disponibile su: Disney+

3.5/5

Piange un po’ il cuore alla decisione di Disney di rilasciare il film solo gratuitamente su Disney+ e non nei cinema. Piange soprattutto il cuore a noi italiani che per la prima volta vediamo il nostro paese rappresentato in un film di così ampia diffusione grazie ad Enrico Casarosa, il regista genovese che per Pixar aveva già diretto nel 2011 il cortometraggio La luna (che precedeva il film Ribelle – The Brave) e per il quale aveva ricevuto una nomination agli Oscar. Disney e Pixar ci hanno abituato a livelli inimitabili di animazione e ogni loro film meriterebbe la sua visione al cinema, e, questo in particolare, con la sua colorata rappresentazione della riviera ligure, meritava sicuramente il grande schermo.

Ambientato nella costa ligure degli anni ‘50-’60, Luca narra la storia di un giovane “mostro marino” che, incuriosito dal mondo umano al di sopra della superficie dell’acqua e spinto dall’amicizia con Alberto, si avventurerà a Portorosso, alla ricerca di una Vespa con cui girare il mondo.

Enrico Casarosa porta sullo schermo una storia molto semplice di amicizia, una favola che è un po’ una rivisitazione italiana de La sirenetta, con tutti i riferimenti al desiderio di salire in superficie e la curiosità del protagonista per tutto ciò che è umano. Luca non è una storia molto originale, una di quelle storie Pixar che lascia in lacrime alla sua fine o lancia qualche importante messaggio sulla vita (un po’ come il precedente Soul); al contrario, Luca ha più il sapore di un ricordo nostalgico d’infanzia, un po’ come se Casarosa avesse voluto raccontarci un pezzetto di un’estate ligure passata. E la sensazione finale lasciata dal film è proprio questa: malinconia e rimpianto per i bei tempi passati.

Luca: la cittadina di Portorosso dove è ambientato il film

Dal film traspare evidente tutto l’affetto di Casarosa per la sua patria – che ha lasciato a vent’anni per studiare animazione negli Stati Uniti – affetto che sta tutto nella cura delle ambientazioni di Portorosso, la cittadina immaginaria con un nome a metà tra quello di Porto Venere e Monterosso, e che si ispira in alcune sue parti a Vernazza, Corniglia, Rio Maggiore e molte altre città liguri. Una visione certo un po’ stereotipata e che apprezzerà soprattutto il pubblico americano, che dell’Italia riconosce specialmente le caratteristiche degli anni di Vacanze Romane (1953), omaggiato per altro con una locandina all’interno del film. Stereotipi che però sanno di vero e vissuto tra le stradine di paese. Di quegli anni sono anche le canzoni italiane che compongono la colonna sonora, dai brani di Gianni Morandi (Andavo a cento all’ora, Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte) a Mina con Tintarella di Luna e la Viva la pappa al pomodoro di Rita Pavone, fino a Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato degli anni ‘70.

Italiano è in parte anche il cast di voci originale, tra cui spiccano uno splendido Saverio Raimondo nei panni del bulletto Ercole e una più marginale Marina Massironi in quello della Signora Marsigliese.

Fonti

Luca (Id., 2021), Enrico Casarosa

Tutte le immagini sono di proprietà Disney.

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

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