A Quiet Place II: il sequel che funziona

A Quiet Place II - Il sequel che funziona

A quiet place 2: locandina e votazione

John Krasinski

2021

 

3.5/5

A distanza di quasi tre anni dall’uscita del primo film, John Krasinski e Emily Blunt tornano sul grande schermo alle redini di A Quiet Place II, secondo capitolo di Un Posto tranquillo. Quando si parla di sequel lo si fa sempre con un occhio di riguardo perché la paura di cascare nella trappola delle aspettative troppo alte è sempre elevata, specialmente quando si tratta del genere horror. È, infatti, difficile espandere una storia in cui la tensione deve essere costantemente alta e andare di pari passo con l’intrattenimento. 

Fortunatamente, grazie anche al finale lasciato (con molta furbizia) aperto alla fine del primo film, John Krasinski sembra aver trovato la formula giusta per non annoiare mai il suo spettatore.

A Quiet Place 2: una scena del film

Dove eravamo rimasti

A Quiet Place II riprende dall’esatto momento in cui si conclude il primo film: dopo il sacrificio del padre (John Krasinski) e dopo aver scoperto il modo per rendere vulnerabili le creature aliene che infestano la Terra, i restanti membri della famiglia Abbott sono ancora alla ricerca di un luogo in cui sentirsi al sicuro. Prima di proseguire con la storia, però, ci è concessa una breve parentesi ambientata circa un anno prima. Si tratta di un escamotage per mostrare l’arrivo delle creature sul pianeta, per rivedere John Krasinski nei panni del protagonista del primo film e, allo stesso momento, per introdurre il nuovo personaggio che ritroveremo nel corso della pellicola (Cillian Murphy). 

Il segreto del successo di questo secondo capitolo è stato nel tramutare il film in un ibrido tra il genere horror e il coming of age: se il primo film era incentrato, grazie alle performance di Krasinski e Emily Blunt, sul sacrificio dei genitori, A Quiet Place II basa la sua colonna portante sulle azioni e sul coraggio dei più giovani del gruppo, Regan e Marcus, che si ritrovano in poco tempo costretti a crescere e a capire cosa voglia dire essere adulti. Il film riesce in questo modo a mescolare il nucleo famigliare, su cui si basava interamente la prima pellicola, insieme a elementi e personaggi totalmente nuovi. Uno di questi è proprio il cinico e disilluso Emmett, personaggio che farà da ponte verso una maggiore apertura verso il mondo esterno dando la possibilità di aprire la trama apparentemente molto semplice (ma non per questo superficiale) verso nuovi risvolti narrativi originali. 

Uno sguardo al futuro

Parlando di horror dobbiamo necessariamente parlare anche di tecnica, fondamentale per la buon riuscita del genere fin dalle sue origini. Da questo punto di vista ritroviamo alcune scelte sicuramente funzionali ma ripetitive rispetto al primo film: Krasinski dimostra ancora una volta abilità nell’uso del sonoro come strumento di tensione (anche se alcuni momenti possono risultare prevedibili) e ancora di più nell’uso del montaggio alternato per permettere alla trama di diramarsi senza intaccare la linearità della narrazione. 

Se dovessimo collocare o motivare la fortuna di questo sequel una delle risposte sarebbe sicuramente il periodo di uscita. A Quiet Place II ha infatti la fortuna (o sfortuna?) di essere uno dei primi film “big” a uscire nelle sale cinematografiche da quando è iniziato il periodo di rinvii e chiusure a causa dell’emergenza Covid. Gli spettatori che tornano in sala provano sensazioni ben specifiche che vedono rappresentate proprio in questo film: come i protagonisti, ci troviamo a contare i giorni dal disastro che ha colpito tutto il globo e allo stesso modo ci sentiamo più a nostro agio, come collettività, nel ritrovare un nuovo inizio nel nostro passato. In un certo senso ritroviamo anche la tanto agognata speranza verso il futuro: ritroviamo, come nel primo film, l’uso del finale aperto. Si tratta di un altro atto di furbizia per poter creare, eventualmente, un vero e proprio franchise che sembra promettere più che bene.

Fonti

A Quiet Place II, (2021), John Krasinski

 

Valentina Dadda

Studia scienze dei beni culturali ed è innamorata da sempre del cinema e della letteratura, suoi compagni di viaggio da una vita. Affronta le giornate passando da una citazione all'altra e passerebbe ore a parlare di scienza o di femminismo, o di tutte queste cose insieme.

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