Black Widow: la recensione del film

Black Widow: la recensione del film

Black Widow: locandina e valutazione

Cate Shortland

2021

Disponibile su: Disney+

3/5

Lo abbiamo aspettato tanto e, finalmente, dopo un anno e mezzo di rimandi, è arrivato. Black Widow doveva essere il primo grande film al cinema ad aprire la fase 4 dell’universo Marvel dopo che la Fase 3 si era conclusa nel luglio del 2019 con Spider-Man: Far From Home. Due anni dopo la Marvel torna quindi al cinema, avendo lasciato posto nel frattempo alle serie di Disney+ WandaVision, The Falcon and the Winter Soldier e Loki come apripista di questa nuova fase, e lo fa con un film che purtroppo sarebbe dovuto uscire molto tempo fa. Nell’universo Marvel cinematografico, infatti, è solo negli ultimi tempi che vediamo succedersi sempre più supereroine femminili in ruoli di primo piano: Vedova Nera c’è stata fin dall’inizio, fin da quel Iron Man 2 del 2010, prima ancora che potessimo fare la conoscenza di veri pezzi grossi quali Thor e Captain America (entrambi dovranno aspettare il 2011 per fare la loro comparsa sul grande schermo), eppure, nonostante una storia alle spalle decisamente interessante, insieme a Occhio di Falco è tra gli Avengers originali a non avere un proprio film dedicato. A conti fatti forse Black Widow avrebbe convinto di più in un altro tempo, con un altro contesto e, soprattutto, con una storia di origini.

Black Widow ci riporta infatti indietro nel tempo al periodo che intercorre tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, quando Natasha Romanoff si ritrova a dover fuggire braccata dal Segretario di Stato Thaddeus Ross (William Hurt) per aver violato gli Accordi di Sokovia. Nella sua fuga verrà ricontattata dalla sorella adottiva Yelena Belova con la quale cercherà di mettere fine alla Stanza Rossa e al suo creatore, Dreykov. Una storia che poteva certamente essere interessante nel 2016 ma che ora, a cinque anni di distanza, dopo due eventi come Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, funge semplicemente da riempitivo e non desta l’interesse giusto per un personaggio che si meritava molto di più. La parte più interessante della storia di Natasha viene così relegata a pochi minuti iniziali di flashback e ai soli titoli di testa – che tornano per la prima volta dopo il dimenticato L’incredibile Hulk del 2008 – e, per i fan più attenti, viene finalmente spiegato quanto successo a Budapest con Occhio di Falco, seppur attraverso i dialoghi. 

Lo scopo principale di questo film è chiaro: Natasha è la protagonista solo in parte, il vero motivo alla base della realizzazione del film è semplicemente quello di introdurre il personaggio di Yelena Belova come nuova Vedova Nera. Affermatasi recentemente con Midsommar e Piccole Donne, film per il quale ha anche ricevuto una nomination come miglior attrice non protagonista agli Oscar, Florence Pugh risalta nella pellicola con la sua irriverenza e simpatia, un carattere che la differenzia di netto da Scarlett Johansson e porta una ventata di aria fresca tra le spie del MCU.

Il film nel suo complesso è purtroppo abbastanza indifferente. Diversamente da altri film Marvel, la regia di Cate Shortland tenta un approccio molto più serio al genere cinecomic visibile specialmente nella parte introduttiva del film, approcciando anche tematiche importanti quali la sterilizzazione e lo sfruttamento delle Vedove che, tuttavia, vengono solo accennate attraverso dialoghi scherzosi che non danno giustizia. Il tentativo di scene un po’ più violente viene anche soprattutto smorzato dal tentativo, probabilmente tutto disneyano, di nascondere sangue e visioni un po’ più cruente agli spettatori più giovani. In contrasto a questo tentativo più cupo vi è anche il personaggio di David Harbour, Red Guardian, il quale interpreta esclusivamente la spalla comica insieme ad una Rachel Weisz non proprio in formissima.

A rendere questo film passabile contribuiscono anche scene d’azione un po’ confusionarie e in molti punti decisamente poco credibili e degli effetti digitali, specialmente quelli della diffusione del siero rosso, di qualità molto bassa.

Black Widow: Scarlett Johansson e Florence Pugh in una scena del film

La spiegazione della scena post-credit

Come ogni film Marvel è buona cosa resistere alla fine del film e attendere la conclusione dei titoli di coda per avere in cambio una breve scenetta spesso di collegamento a prodotti futuri. Anche in questo caso Marvel non delude e sul finale abbiamo una Yelena Belova in lutto che va a visitare la tomba della sorella Natasha, purtroppo sacrificatasi per recuperare la gemma dell’anima in Avengers: Endgame. Qui, riceve la visita della Contessa Valentina Allegra de la Fontaine (o, semplicemente, Val), il personaggio interpretato da Julia Louis-Dreyfus che abbiamo già visto reclutare in The Falcon and the Winter Soldier il personaggio di John Walker, US Agent. Non sappiamo ancora quale sarà il suo ruolo nel MCU, sappiamo però che Florence Pugh comparirà nella serie dedicata a Occhio di Falco, Hawkeye, in uscita a fine anno, e, data la missione affidatale da Val, potrebbe essere la villain principale della serie.

Fonti

Black Widow (Id., 2021), Cate Shortland

Tutte le immagini sono di proprietà Disney.

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

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