Le figlie di Salem: un fumetto tristemente molto attuale

Le figlie di Salem: un fumetto tristemente molto attuale

Thomas Gilbert

Diabolo

2019

5/5

Dal cinema alla letteratura, di streghe e stregoneria se ne è parlato molto, ma spesso sempre in un contesto di fantasia e magia. Con questa opera ci si addentra invece nel contesto da cui la parola stessa, strega, ha avuto origine, o meglio, ha iniziato a prendere connotazioni negative e dispregiative

Le figlie di Salem è una graphic novel (o comunemente fumetto se preferite) edita da Diabolo nel 2019, scritta e disegnata da Thomas Gilbert, che riporta, in maniera semplice ma efficace, romanzando ma non troppo, di come iniziarono i processi per stregoneria, ma anche dell’oscurantismo, della paura del diverso, del potere arbitrario della chiesa e del sacrificio per il bene collettivo.

Le figlie di Salem: foresta nella graphic novel

La storia la racconta Abigail, una ragazza appena adolescente, volenterosa e dal cuore gentile, circondata da affetto, con sogni e speranze; ma tutto sembrerà cambiare quando un suo amico d’infanzia le regalerà un semplice giocattolo di legno: da un giorno all’altro Abigail si ritroverà così nella realtà delle donne adulte, con le loro rigide regole da seguire attentamente.

Il villaggio di Salem, parso sempre familiare, muta, o meglio, le si rivela per quello che prima con occhi da bambina non riusciva a vedere, un luogo ostile – specie per chi viene da fuori – un luogo di insinuazioni e maldicenze, governato da uomini che dichiarano di agire per il bene.

Il mondo di Abigail diventa più piccolo, si restringe, ma per fortuna ha ancora le sue amiche, con le quali può confidarsi, sorridere e scambiarsi coraggio. Insieme si recano nella foresta, diventata come una casa, un luogo sicuro e accogliente dove poter ridere e danzare tra gli alberi. Ma ben presto scoprirà quale sarà il prezzo da pagare per chi ha avuto il coraggio di essere libera e di dire la verità.

Le figlie di Salem: mappa del villaggio nella graphic novel

Più di una comunità. Da oggi siamo sorelle!

Le figlie di Salem è sì una narrazione inventata, ma non lo sono state le accuse, i processi, gli interrogatori, le torture, le violenze e le morti.

Thomas Gilbert, con tratti marcati, colori freddi e con scene che passano dal solenne al grottesco, ci offre una ricostruzione di vita nella Salem del 1692 molto verosimile ma anche, tristemente e paradossalmente, molto attuale: i processi che marchiarono la città (ma non solo quella) per sempre possono sembrarci un capitolo chiuso nella storia, ma in realtà non sono mai veramente cessati.

Le streghe esistono ancora, magari chiamate con un nome diverso ma la motivazione per cui le si punta il dito contro è sempre la stessa.

Persone che non capiamo, persone che vengono da lontano, con cultura, conoscenze, aspetto o tradizioni diverse dal nostro quotidiano, persone che semplicemente esistendo ci pare sconvolgeranno la realtà così come la conosciamo, senza realizzare che la realtà ha sempre mutato attorno a noi, che lo vogliamo o meno, e come allora, il sistema continua ad accusarle ingiustamente, ripetendo di agire per il bene e per proteggere, quando l’unica cosa che viene protetta è la sua stessa superiorità. 

Questa opera di quasi duecento pagine ci offre uno dei momenti più bui dell’umanità con inaspettato travolgimento e insolita bellezza; ma per quanto tragici siano stati quegli eventi, non si affonda mai nel dolore né si cerca la pietà per le donne giustiziate, anzi. Si vuole far riaffiorare la loro audacia e la loro rabbia, sperando possano arrivare a noi per tramandare la loro storia.

Questo libro è dedicato alle streghe di oggi e di domani. Che il fuoco non si spenga mai.

Fonti

Thomas Gilbert, Le figlie di Salem, Diabolo, 2019

Francesca Sutera

Serpeverde e femminista, cresciuta ad anime e film Disney ha maturato il suo amore per l'animazione, sopratutto per quella giapponese e per quella in stop motion, predilige le opere britanniche, specie se drammatiche o storiche, le favole horror e il black humor. Passa le giornate ad ascoltare musica e sperare in più rappresentazione nei film e cartoni animati.

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