Chernobyl: la recensione della miniserie HBO

Chernobyl: la recensione della miniserie HBO

What is the cost of lies?

Chernobyl: locandina con voto

Miniserie

HBO

2019

5/5

Chernobyl, 26 aprile 1986, ore 1:23:45. In seguito ad un test di sicurezza mal gestito  in una struttura che presentava diversi problemi di progettazione, il reattore numero quattro della centrale nucleare V.I. Lenin venne irrimediabilmente danneggiato. La nube radioattiva sprigionata dal reattore ricadde su un’ampia porzione dei territori limitrofi, tra cui le vicine città di Pryp”jat’ e Chernobyl, e, grazie alle particolari condizioni atmosferiche, investì Bielorussia, Svezia, Finlandia; in misura minore, anche diverse aree europee. Ancora oggi le conseguenze del disastro si ripercuotono sull’ambiente delle zone colpite, definendo nell’attuale Bielorussia una zona di esclusione di 30 km di raggio dove è interdetto l’accesso senza permesso.

Immagine dalla serie Chernobyl

La serie prodotta da HBO e vincitrice del premio Miglior Miniserie agli Emmy Awards, sceglie di costruire il discorso a partire dalle conseguenze sulle persone coinvolte nella struttura – dai dipendenti del reattore ai primi soccorsi arrivati, dai familiari agli scienziati incaricati di contenere la situazione – prima di arrivare a definire le cause e l’ordine degli eventi che hanno portato al disastro.

Attraverso i personaggi di Valerij Alekseevič Legasov (Jared Harris), Boris Shcherbina (Stellan Skarsgård) e Ulana Khomyuk (Emily Watson), seguiamo passo passo le vicende che seguono l’esplosione, dai tentativi per contenerlo alla ricerca della verità di quanto avvenuto quella fatidica notte.

Il terrore di quei momenti si realizza sullo schermo grazie ad una accurata sceneggiatura, una drammatizzazione degli eventi realmente accaduti che riesce allo stesso tempo ad essere incredibilmente fedele ai fatti storici così come sono avvenuti. Premiata anche agli Emmy Awards, la sceneggiatura è la vera colonna portante della serie: la tensione è costante, tra momenti dal ritmo serrato e momenti dilatati allo scopo di focalizzare l’attenzione sugli aspetti più drammatici dell’incidente. La colonna sonora, realizzata a partire dai suoni registrati direttamente sul luogo della centrale, incalza drammaticamente gli eventi. La sceneggiatura riesce inoltre nel difficile compito di rendere comprensibili una serie di argomenti fortemente tecnici, permettendo così anche a chi non ha nessuna conoscenza dell’argomento di riuscire a comprendere fino in fondo quanto è avvenuto, senza perdere il filo della trama.

Chernobyl: immagine dalla serie

Oltre agli eventi di base tra i più conosciuti, è interessante l’incredibile lavoro di ricerca alla base della serie per includere nella storia anche l’aspetto sociale degli eventi, all’impatto che esso ha avuto sulle persone coinvolte nel disastro, raccontate con una delicatezza che rinuncia ad essere troppo focalizzata sul macabro.

Tratte dal libro Preghiera per Černobyl’ di Svjatlana Aleksievič, nella serie vediamo incluse, tra le altre, la drammatica storia di Vasili e Ludmilla Ignatienko, uno dei vigili del fuoco accorsi alla centrale per spegnere gli incendi, e la moglie, incinta di pochi mesi, nel suo percorso di accettazione per l’imminente e inevitabile morte del marito attraverso il suo amorevole accudirlo nelle sue estreme condizioni. Compaiono anche le storie di coloro che vivevano nelle zone colpite, costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie vite, e le storie di tutti coloro che parteciparono alla messa in sicurezza delle zone limitrofe, con un accento sulla vicenda di un ragazzo costretto ad arruolarsi e a venire a contatto con una realtà difficile da accettare.

Premiata e acclamata in tutto il mondo, Chernobyl si rivela essere forse una delle migliori serie del 2019.

Per approfondimenti
  • Svjatlana Aleksievič, Preghiera per Černobyl’, Edizioni E/O, 2015
  • Adam Higginbotham, Midnight in Chernobyl: The Untold Story of the World’s Greatest Nuclear Disaster, Corgi, 2019
  • Chernobyl: nel buio degli anni luce, 2006 (episodio di Superquark) reperibile anche su YouTube
  • La ricostruzione della timeline degli eventi
  • Il podcast di sei episodi dedicato alla serie
Fonti

Wikipedia

Svjatlana Aleksievič, Preghiera per Černobyl’, Edizioni E/O, 2015

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

3 thoughts on “Chernobyl: la recensione della miniserie HBO

  • 7 Maggio 2020 alle 11:50
    Permalink

    Sicuramente una delle migliori serie del 2019! Profondamente inquietante tenendo conto della realtà dei fatti ma costruita con una sceneggiatura incredibile, “vera colonna portante della serie”, come hai scritto! Magistrale.

    Rispondi
    • 7 Maggio 2020 alle 14:02
      Permalink

      E pensare che lo sceneggiatore è lo stesso di “Una notte da leoni” e un paio di “Scary Movie” 😂
      (E il collega in Una notte da leoni è Todd Phillips, regista di Joker)

      Rispondi
      • 7 Maggio 2020 alle 14:53
        Permalink

        Non sapevo di questi crossover 😂 meraviglioso! A dimostrazione che uno stesso genio può esprimersi in modi diametralmente diversi!

        Rispondi

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