Wolfwalkers – Il popolo dei lupi: tra leggenda e realtà

Wolfwalkers - Il popolo dei lupi: tra leggenda e realtà

Wolfwalkers

Tomm Moore, Ross Stewart

2020

Disponibile su: Apple Tv+

5/5

Partiamo dal presupposto che Wolfwalkers – Il popolo dei lupi, è un’opera unica per il modo in cui è stata concepita e raccontata, e rimarrà per sempre un gioiello dell’animazione, ma raccontiamo dall’inizio. Wolfwalkers è il titolo conclusivo di una trilogia nata da Tomm Moore con The Secret of Kells (2009) e La canzone del mare (2014). Attingendo dal folklore irlandese, racconta di antichi miti e leggende celtiche della sua terra natia, separandoli in tre storie distinte, quindi godibili anche senza aver visto i precedenti o in ordine cronologico.

Wolfwalkers: una scena dal film

Irlanda 1650, Kilkenny è una cittadina ligia a seguire le precise regole dell’algido Lord Protector, comandante delle truppe occupazionali inglesi: tra i suoi ordini c’è quello di far abbattere più alberi possibili della foresta limitrofa, facendo così adirare il branco di lupi che ci vive. Per questo ha richiesto al cacciatore inglese Bill Goodfellowe di intervenire, ma la sua giovane figlia Robyn, con il suo fedele falco Merlyn, non ne vuole sapere di restare a casa, vuole aiutarlo nel suo avventuroso e intrepido compito. Così, nonostante i numerosi divieti, riesce furtivamente a seguirlo oltre al grande cancello, ma una volta inoltrata nella foresta conosce Mebh, una ragazza dalla singolare natura, una wolfwalkers: umana da sveglia, lupo quando dorme. Dalle due nascerà un profondo legame d’affetto che cambierà la sorte di entrambe e della cittadina stessa.

Wolfwalkers: una scena dal film

Tomm Moore ci narra di antichi racconti ma anche di realtà avvenute in passato – come gli inglesi colonizzatori di terre e di popoli, che sopprimevano realtà quotidiane e tutto ciò che era considerato pagano, quindi “selvaggio”, caotico – e realtà che avvengono tuttora, come il contrasto tra la modernità e la natura, ma è tra quest’ ultime che si può, e si deve, creare un punto di contatto.

Il lavoro artistico svolto dallo studio d’animazione, creato dallo stesso regista, è assolutamente uno dei più belli visti negli ultimi anni: usando la tradizionale tecnica a due dimensioni si è dato vita a personaggi e sfondi incredibilmente reali, di un impatto non solo visivo ma anche emotivo; in particolar modo la foresta, luogo dove la magia è più presente, risulta anch’essa viva, senza darle parole o movimento,  diventando parte integrante della storia e aiutando le due protagoniste. 

Wolfwalkers, oltre a straordinarie unioni tra colori, luci e ombre, si avvantaggia di una colonna sonora altrettanto incantevole, con a capo Running with the Wolves di Aurora, che si sposa perfettamente al desiderio di libertà e al misticismo al suo interno.

Un cartone animato fortemente suggestivo, pieno di magia e dialogo, importante per i bambini come per chiunque, per comprendere la natura, ciò che essa rappresenta e protegge. È un film d’animazione quantomeno per imparare ad ascoltare la natura invece di distruggerla.

Fonti

Wolfwalkers – Il popolo dei lupi (Wolfwalkers, 2020), Tomm Moore, Ross Stewart

Tutte le immagini appartengono ad Apple Tv+

Francesca Sutera

Serpeverde e femminista, cresciuta ad anime e film Disney ha maturato il suo amore per l'animazione, sopratutto per quella giapponese e per quella in stop motion, predilige le opere britanniche, specie se drammatiche o storiche, le favole horror e il black humor. Passa le giornate ad ascoltare musica e sperare in più rappresentazione nei film e cartoni animati.

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