This Is How You Lose The Time War – La recensione

This is how you lose the time war: la recensione

Amal el-Mohtar e Max Gladstone

Simon and Schuster

2019

5/5

Parlare di questo libro non è assolutamente facile per me, ma allo stesso tempo la sua lettura, ormai di qualche tempo fa, ha prodotto delle emozioni che non potevo assolutamente lasciare inespresse. Probabilmente, più che una vera e propria recensione, la mia sarà una sorta di dichiarazione d’amore per una storia che riesce a comunicare le sensazioni umane nella loro forma più pura e innocente possibile. 

This is how you lose the time war è un racconto epistolare fantascientifico scritto a quattro mani che, durante una guerra eterna e inevitabile, vede Red e Blue, due guerriere e viaggiatrici del tempo appartenenti a fazioni opposte, iniziare un pericoloso e segreto scambio di lettere.

È con una semplicità sbalorditiva che, in poco più di 200 pagine, le confessioni contenute in queste lettere che attraversano decenni e secoli, si tramutano dall’essere nulla di più di un gioco superficiale ad una vera e propria riflessione sulle connessioni umane, sui legami che creiamo e come questi possano trascendere tempo e spazio.

“Books are letters in bottles, cast into the waves of time, from one person trying to save the world to another.”

La successione di eventi a cui assistiamo ha poco a che vedere con l’intento emotivo che prevale sul contesto spaziale e temporale, e altro non è che un semplice sottofondo di una lirica elegante, a volte persino straziante, che rende chiaro e palese fin dalle prime pagine dove si andrà a parare. La poesia indubbiamente espressa in ogni pagina è armoniosa ed equilibrata, mostrando una sincera connessione tra i due autori che hanno saputo dare vita alle parole nella maniera più adeguata. Se siete il tipo di persona che ha bisogno di sapere ogni dettaglio non è la storia che fa per voi, perché questo non è il tipo di storia che ne ha bisogno: ogni singola parola è un pretesto per provare a dare voce ad un amore che sopravvive a guerre e distanze, un amore unico e universale che nonostante gli ostacoli trova il modo di nascere in ogni circostanza, con l’unico scopo di essere coltivato e di ispirare. 

“Love is what we have, against time and death, against all the powers ranged to crush us down.” 

Vincita e perdita, come è possibile prevedere già con il titolo, sono due elementi che, intricati insieme, creano il filo conduttore della trama, un filo che non è assolutamente possibile ignorare. La guerra che Red e Blue combattono è una epocale guerra fisica tra due nemici eterni, una guerra che ha deciso il loro destino e i loro sentimenti ancora prima che loro potessero avere voce in capitolo, senza possibilità di scelta perché è così che è sempre stato e così che sarà in eterno; ed ecco che questa diventa una guerra di ideali, di convinzioni che vengono interrogate diventando dubbi, e dubbi che si manifestano in una connessione inevitabile che si può creare solo tra persone che, seppur appartenenti a fazioni diverse, si sono ritrovate nella stessa identica situazione in cui non hanno avuto nessuna possibilità di decisione. È qui che entra in gioco il significato che si attribuisce alla vittoria: può essere davvero considerata tale se non presuppone niente di positivo? Quando si tramuta in una semplice “non perdita”? 

È abbastanza evidente quanto io abbia amato questo libro e non posso fare altro che consigliare a chiunque di leggerlo almeno una volta nella speranza che possiate ritrovare nelle pagine la stessa sensazione di distruzione dei confini delle nostre anime che ho provato io, sensazione che ci porta a legare con gli altri creando un nostro personale universo in cui l’amore e la positività possono proliferare e permetterci di sopravvivere nel tempo. In questo senso, This is how you lose the time war è una delle migliori esperienze che potrete trovare.

Fonti

Amal el-Mohtar, Max Gladstone, This is how you lose the time war, Simon and Schuster, 2019

Valentina Dadda

Studia scienze dei beni culturali ed è innamorata da sempre del cinema e della letteratura, suoi compagni di viaggio da una vita. Affronta le giornate passando da una citazione all'altra e passerebbe ore a parlare di scienza o di femminismo, o di tutte queste cose insieme.

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