Sex Education 3: un cocktail di emozioni

Sex Education 3: un cocktail di emozioni

Terza Stagione

2021

Disponibile su:  Netflix 

4.5/5

A più di un anno e mezzo di distanza, riprendiamo a seguire le vicende degli adolescenti più stravaganti che esistano: gli studenti della Moordale Secondary School. Sex Education, infatti, è tutt’altro che una banale lezione di educazione sessuale. Bensì è il racconto dei diversi modi in cui sesso e sessualità (da distinguere), vengono vissuti e affrontati, non solo dagli adolescenti ma anche dagli adulti. Inoltre, a partire da questo macro-tema, vengono approfonditi numerosi argomenti annessi, tra cui l’omofobia, la discriminazione di genere, le molestie sessuali e l’importanza del sesso protetto.

Sex Education: i protagonisti

Non più un solo protagonista: c’è spazio per tutti

A differenza delle stagioni precedenti, dove Otis Milburn (Asa Butterfield) era il protagonista indiscusso, questa volta la sua importanza viene considerata quasi alla pari degli altri personaggi principali, i quali affrontano l’amore, il sesso e la sessualità in modi diversi e molto personali. Per questa ragione è importante sottolineare l’originalità dei protagonisti e l’unicità che i loro caratteri e comportamenti rappresentano. Maeve (Emma Mackey), è la testimonianza della sensibilità e dell’altruismo che, spesso in età adolescenziale, si celano come forma di protezione dietro a un apparente scudo di freddezza e arroganza. Aimee (Aimee Gibbs), è il simbolo della bontà, talvolta eccessiva, e dell’ingenuità, sporcata dall’aggressione sessuale di cui si ritrova vittima. Adam (Connor Swindells), rappresenta l’insicurezza e lo smarrimento adolescenziale, al contrario del fidanzato Eric (Ncuti Gatwa), ricco di ideali e con una grande voglia di sperimentare. Non meno importante è la crisi di Lily (Tanya Reynolds), che comincia a considerare se stessa come “quella strana” ossia come l’etichetta che le è stata assegnata dagli altri studenti, e pertanto a considerare la propria diversità come una penalità. Inoltre, una maggiore rilevanza è stata attribuita al personaggio di Ruby (Mimi Keene), nel momento in cui prova sulla propria pelle quella che è la paura più grande di qualsiasi adolescente: essere feriti proprio quando si mostra la parte più fragile e vulnerabile di sè. Infine la new entry Cal (Dua Saleh), rappresenta la prova vivente della discriminazione e del disagio che le persone che si identificano come non binarie spesso affrontano nelle società odierne.

Di conseguenza è impossibile non notare come le forti personalità dei protagonisti vengano evidenziate anche a livello visivo, tramite i colori sgargianti dei vestiti, dei trucchi, e degli accessori che indossano, successivamente spenti dall’imposizione della monocromia dell’uniforme da parte di Hope.

Un cocktail di emozioni: sorrisi e lacrime, fragilità e coraggio, ordine e rivoluzione

Se le prime due stagioni sono caratterizzate principalmente da comicità e ironia, in quest’ultima è facile riconoscere anche scene fortemente drammatiche ed emotive. Ne è un esempio la scena d’amore tra Maeve e Isaac, resa con particolare delicatezza e calma, con l’obiettivo di rompere il cliché della passione come qualcosa che deve essere sprigionato con foga e impeto. Oppure la sensazione di rabbia e sgomento che lo spettatore prova quando la preside Hope decide di punire pubblicamente alcuni dei suoi studenti, costringendoli a portare un cartello umiliante, che li porta a isolarsi e a vergognarsi delle persone che sono. Così come non ci si può scordare della drammaticità dei momenti in cui Jean Milburn è sull’orlo tra la vita e la morte, e di come ci immedesimiamo nella tristezza degli occhi di Asa Butterfield mentre si pente delle ultime parole rivolte alla madre.

Insomma, l’originalità di questa serie si trova proprio nell’equilibrio: nella giusta contrapposizione tra scene ironiche e divertenti e scene sensibili e delicate, portando così lo spettatore a rivivere non solo la tipica spensieratezza giovanile ma anche la classica insicurezza adolescenziale.

I cupcakes di Aimee (Aimee Gibbs)

In conclusione si può affermare che questa terza stagione riconferma la propria capacità di scardinare qualsiasi tipo di taboo riguardante il sesso e la sessualità senza mai scadere nel volgare. Inoltre, rimanendo coerente con le stagioni precedenti, trasmette un messaggio fondamentale per i giovani al giorno d’oggi: ognuno di noi è unico, e per questo bello a modo suo (come dimostrato dai dolcetti preparati da Aimee).

Fonti

Sex Education (Id., 2021), Netflix

Valentina Eleuteri

Studentessa di MHR all'Università degli Studi di Milano, è una ragazza con una forte curiosità e dai mille interessi: appassionata di Fotografia, Storia della Musica e del Cinema, ama viaggiare e imparare nuove lingue, adora stare in mezzo alla natura e agli animali. Crede fortemente nel valore della Parola, da lei definita come "massima e inesauribile fonte di magia, in grado sia di infliggere dolore sia di alleviarlo" (cit. Albus Silente).

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