Red: perché diventerà il nostro nuovo comfort movie

Red: perché diventerà il nostro nuovo comfort movie

Domee Shi

2022

Disponibile su: Disney+

5/5

Uscito questo febbraio – tristemente solo sulla piattaforma Disney+ – Turning Red (in originale) si è fatto immediatamente strada nei nostri cuori a suon di nostalgia, ironia e musiche trascinanti. La Pixar, grazie a Domee Shi come regista, compie una piccola, ma essenziale, svolta nell’animazione occidentale mainstream portando il tema delle mestruazioni, delle conseguenze e i cambiamenti che esse portano, senza escludere però le difficoltà di tutti nell’affrontare quella soglia alquanto ansiosa della adolescenza.

Red: una scena dal film

Mei Lee è una tredicenne di Toronto di origini cinesi, è una figlia devota e dà sempre il massimo per rendere orgogliosa sua madre, figura ferma e autoritaria che la tiene sulla (sua) strada giusta. Ma Mei ha anche delle amiche super affiatate: Miriam, Abby e Priya, e insieme a loro ama la band pop più forte del momento, ovvero i 4Town, che presto si esibiranno nella loro città, realizzando il loro sogno di vederli in concerto. Purtroppo una mattina Mei si risveglia nel suo letto con l’aspetto di un grosso e morbidoso panda rosso, causando inevitabilmente panico e sconforto nella ragazza, ma forse quella che sembrava essere una maledizione potrà portarla a una nuova scoperta di sé stessa.

Red è una brillante, gioiosa, malinconica e rincuorante storia di amicizia, accettazione e confronto genitoriale. Il trauma generazionale viene perfettamente espresso (meglio di come aveva provato Encanto) grazie a singole scene con cui si riesce a empatizzare pienamente con entrambe le parti. 

Per quanto Pixar si prodighi a dare un film bello e interessante da vedere anche per i più piccoli, è lampante vedere l’impronta della giovane regista Domee (anch’essa cinese ma naturalizzata canadese, e ci terrei a ricordare prima regista donna per il corto Bao e prima unica donna per un lungometraggio Pixar) lasciare il proprio segno: ci dà una degna rappresentazione asiatica delle grandi e piccole cose, dal tempio di famiglia di Mei, i bao, i drama cinesi che guarda con sua madre, alle pose da magical girls degli shojo o Abby che quando si arrabbia parla in coreano.

Ci fa anche rivivere i primi anni 2000 (con un pesante strascico dei ‘90) con una lente decisamente più colorata e positiva, ma di cui avevamo estremamente bisogno: Tamagotchi, Vans a scacchi, gli emo, gli occhi con stelline e cuori alla Sailor Moon, le boy band (parlando a più generazioni tra i Backstreet Boys e i BTS) sono solo alcune piccole cose che sicuramente ci hanno coccolato durante il film e potranno sempre rifarlo. Soprattutto per chi non ha avuto un gruppo di amiche così unito con cui condividere passioni, o anche solo sognare ad occhi aperti e non avere paura di mostrarsi per quello che si è.

Red è anche e soprattutto questo, una coccola che accoglie e ci abbraccia per quello che siamo (o stiamo diventando) senza farci vergognare della nostra personalità e delle nostre piccole stranezze.

Fonti

Red (Turning Red, 2022), Domee Shi

Tutte le immagini appartengono a Disney.

Francesca Sutera

Serpeverde e femminista, cresciuta ad anime e film Disney ha maturato il suo amore per l'animazione, sopratutto per quella giapponese e per quella in stop motion, predilige le opere britanniche, specie se drammatiche o storiche, le favole horror e il black humor. Passa le giornate ad ascoltare musica e sperare in più rappresentazione nei film e cartoni animati.

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