Persone Normali: l’attenta analisi dei rapporti umani

Persone Normali: l'attenta analisi dei rapporti umani

persone normali

Sally Rooney 

Einaudi

2019

4/5

“La maggior parte della gente, ha pensato Marianne, vive un’intera vita senza mai sentirsi così vicina a qualcuno.”

 All’interno del panorama della narrativa contemporanea c’è un nome che negli ultimi anni ha fatto parlare molto di sé a seguito del suo esordio nel 2017 con Parlarne tra amici, edito in Italia per Einaudi: Sally Rooney, giovanissima promessa classe 1991. Lo scorso anno è arrivato anche in Italia il suo secondo romanzo, Persone Normali, tradotto da Maurizia Belmelli con una prosa che riesce a dare la corretta giustizia ad uno stile in cui risiede il segreto di tanto successo.

In circa duecento pagine seguiamo l’evoluzione del rapporto tra Connell e Marianne, due giovani che non potrebbero essere più diversi ma che, in qualche modo, sembrano essere legati in modo inevitabile. Marianne fa parte di una famiglia agiata e benestante ma che non è mai riuscita a darle il giusto affetto, mentre Connell è il figlio della loro domestica ma gode di un certo successo tra i suoi compagni a scuola, al contrario di Marianne che è invece costantemente ignorata se non addirittura derisa. Apparentemente, quindi, appartengono a due mondi che sembrano destinati a viaggiare su rette parallele ma per qualche motivo sono costantemente attratti l’una dall’altro. Per anni i due giovani si gravitano attorno, dal liceo fino al college, allontanandosi e riavvicinandosi continuamente e permettendoci di seguire la speciale metamorfosi del loro rapporto.

La più grande particolarità di Persone Normali è sicuramente il suo stile, non una novità nella narrativa inglese ma fortemente spigoloso, specialmente all’inizio. Quella che viene offerta da Sally Rooney è una vera e propria finestra aperta sull’intimità di due personalità complesse, permettendoci di spiare discretamente le conseguenze dell’evoluzione del rapporto attraverso una prosa secca, quasi fredda a causa anche dell’uso del presente, che almeno per le prime pagine sembra essere solo un susseguirsi di azioni a cui si sovrappongono i dialoghi camuffati all’interno di essa. In realtà, proseguendo con la storia diventa facile dimenticare le prime perplessità e la prosa acquista maggiore fluidità all’interno del suo significato. È infatti lo stile perfetto per questo scorcio quasi voyeuristico che ci è concesso: attraverso le azioni apparentemente prive di senso capiamo perfettamente le emozioni e i turbamenti che i protagonisti stanno attraversando senza che siano direttamente esplicitati, trasformando questo tipo di prosa in qualcosa di estremamente necessario.

“Crede che Marianne manchi di calore, e con questo intende la cpacità di elemosinare amore alle persone che la odiano.”

Il merito da riconoscere a Sally Rooney sta anche nella capacità di turbare il suo lettore per poi scaldargli il cuore qualche minuto dopo, e poi tornare a turbarlo e così via fino alla fine. D’altronde è la stessa cosa che succede a Marianne e Connell e la Rooney è una maestra nel creare un ambiente in cui emergono tutti i problemi derivati dalla difficoltà del capire cosa vuol dire far parte della vita di qualcun altro in maniera così intensa, specialmente considerando che, la maggior parte del tempo, devono anche fare i conti col cercare di comprendere sé stessi come individui prima di tutto. Il tutto è enfatizzato dal periodo vissuto, quella parte della propria vita che segna il passaggio alla fase adulta, rimescolando continuamente le carte in tavola, ribaltando le situazioni e confondendo un rapporto già ambiguo in partenza. Tra di loro persiste un legame fatto sia di differenze, come il divario sociale che anche quando sembra parte del passato continua a creare muri invisibili, che similarità che si riscontrano nella fragilità dei loro comportamenti che si rivelano per quello che sono solo quando sono l’una in compagnia dell’altro.

Nel percorso per comprendere cosa significa realmente essere persone normali, capaci quindi di provare e dimostrare affetto come chiunque altro, quando per tutta la vita ci si è sentiti completamente distaccati da questa definizione, vediamo Connell e Marianne cercarsi e allontanarsi, commettere errori di cui si pentono immediatamente poco dopo ma che ripetono ciclicamente, quasi mossi da un potere superiore che non ne vuole sapere di vederli maturare pienamente ma che altro non è se non l’ennesima scelta inconsapevole: scelta che li porterà ad un finale in cui non conta tanto se questo sia felice o meno  ma piuttosto che riescano ad abbattere completamente la concezione di normalità che tanto ha influenzato le loro vite per capire che amare e lasciarsi amare significa anche portarsi dietro una parte di qualcun altro per sempre, qualsiasi cosa accada.

Fonti

Persone normali, Sally Rooney, Einaudi, 2019

Parlarne tra amici, Sally Rooney, Einaudi, 2018

Valentina Dadda

Studia scienze dei beni culturali ed è innamorata da sempre del cinema e della letteratura, suoi compagni di viaggio da una vita. Affronta le giornate passando da una citazione all'altra e passerebbe ore a parlare di scienza o di femminismo, o di tutte queste cose insieme.

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