L’incredibile storia dell’isola delle rose: la recensione

L'incredibile storia dell'isola delle rose: la recensione

L'incredibile storia dell'isola delle rose: locandina e votazione

Sydney Sibilia

2020

Disponibile su: Netflix

4/5

Dopo il successo della trilogia di Smetto quando voglio, Sydney Sibilia torna alla regia di una nuova divertentissima commedia prodotta da Groenlandia, che sempre più spesso punta su progetti ambiziosi, e distribuita grazie a Netflix. L’incredibile storia dell’isola delle rose ci riporta la vera storia dell’Isole delle Rose, costruita dall’ingegnere Giorgio Rosa negli anni Cinquanta-Sessanta, in una vicenda molto romanzata che ha dell’assurdo e che facilmente si presta ad una commedia.

L'incredibile storia dell'isola delle rose: foto d'epoca

La vera storia dell'isola delle rose

Una storia che ha dell’assurdo, eppure, è proprio una storia vera. È il 1958 quando a Giorgio Rosa, laureatosi in ingegneria meccanica a Bologna nel 1950, viene in mente di costruire un’isola artificiale a quasi dodici chilometri dalla costa di Rimini, oltre il confine delle acque territoriali italiane, e solo dopo molti anni riesce a portare a termine la sua opera. Nel 1967 l’Isola delle Rose diventa così accessibile al pubblico: un’ampia palafitta di 400 metri quadrati di due piani con acqua dolce, trovata per perforazione. Il 1 maggio 1968 l’Isola delle Rose dichiara ufficialmente l’indipendenza con Giorgio Rosa come presidente. Il piccolo “stato” aveva tutto: un governo, formato da amici e familiari dello stesso Rosa, diviso in cinque dipartimenti (Dipartimento Presidenza, Finanze, Affari Interni, Industria e Commercio, Relazioni, Affari Esteri); uno stemma formato da tre rose rosse su scudo bianco; una bandiera e un inno tratto da L’olandese volante di Richard Wagner; una lingua ufficiale, l’esperanto, che doveva servire a dichiarare nettamente l’indipendenza dallo Stato italiano; una valuta, il Mill, di cambio 1:1 con la lira italiana che tuttavia non venne mai coniata; un francobollo.

Lo Stato italiano si mostrò fin da subito diffidente nei confronti del progetto di Rosa: durante i lavori di costruzione la Capitaneria di Porto chiese di fermare i lavori perché la zona era stata data in concessione all’ENI e in seguito alla dichiarazione d’indipendenza venne disposto un blocco navale intorno all’isola e, infine, ne venne disposta la demolizione. Nel 1969, dopo più di un mese di lavori, l’isola venne definitivamente smantellata.

L'incredibile storia dell'isola delle rose: Elio Germano e Tom Wlaschiha

Elio Germano e l'ingegnere sognatore

Sebbene la storia sia stata fortemente romanzata, le parti aggiunte non fanno altro che aggiungere nuove scene all’ilarità generale della situazione stessa. Elio Germano veste i panni di un ingegnere sognatore, un po’ ingenuo e sicuramente molto testardo dal marcato accento bolognese che già di per sé è un personaggio comico dalle motivazioni surreali. La costruzione dell’Isola delle Rose diventa così un pretesto per scappare dalle imposizioni dall’alto, anche le più semplici, per creare un luogo in cui avere solo le proprie regole, nessun comando, e dove poter essere davvero liberi, ma anche un pretesto per dimostrare al mondo e a se stessi il proprio valore: di fronte ai genitori ligi al dovere che mal vedono la mente innovatrice o di fronte alla ragazza di cui si è perdutamente innamorati ma che non riesce a sopportare certe stranezze.

I personaggi che fanno da contorno, seppur un po’ piatti e il ruolo di alcuni come spalla comica, portano vivacità all’interno di una storia piena di spunti divertenti e che riescono a strappare una risata in ben più di un punto.

Il film punta in alto, cercando la ricostruzione storica negli ampi piani con auto e moto d’epoca, cercando di immergere lo spettatore in quel periodo storico di contestazione giovanile di cui un po’ Rosa si fa portatore, ma non solo: la ricostruzione stessa della piattaforma è reale, non ricostruita in studio, seppur con qualche doveroso trucchetto.

Fonti

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Sydney Sibilia, 2020, Netflix

Documentario su YouTube

Intervista a Giorgio Rosa

Alcuni interessanti “dietro le quinte”:

La ricostruzione dell’isola

La storia vera raccontata da Elio Germano e il cast

Il vero Rudy Neumann

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

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