L’IMPRONTA NOLAN: tre capolavori tra scienza, tempo e umanità

L'Impronta Nolan

Tre capolavori tra scienza, tempo e umanità

Aspettando TENET

Intendiamoci: chi ha detto che l’attesa va assaporata con calma non ha mai dovuto aspettare un nuovo film di Christopher Nolan. Uno dei momenti più attesi degli ultimi anni, infatti, si sta avvicinando e il 26 agosto uscirà nelle sale TENET. Possiamo affermare con certezza che il film si è fatto desiderare eccome, anche da chi non è solito apprezzare i lavori del regista londinese. Questo perché Nolan sa sempre come far parlare di sé, riuscendo ogni volta ad avvolgere l’uscita dei suoi film in una sorta di nube misteriosa (ovviamente grazie anche ad un’ottima trovata pubblicitaria) che è capace di suscitare l’interesse di chiunque. Quest’anno, questa componente è stata ulteriormente enfatizzata anche dai continui rimandi cinematografici dell’ultimo periodo e dalla comune incertezza che non ha risparmiato nessuno. 

Quello che spesso ci si domanda quando si ha a che fare con Christopher Nolan è se le aspettative siano davvero in grado di essere all’altezza della resa finale. Ovviamente, non possediamo una sfera di cristallo e per quanto riguarda TENET, quindi, non possiamo affermare nulla di certo. Quello che sappiamo, però, è che il film con protagonisti John David Washington e Robert Pattinson dimostra già di possedere una chiara impronta alla Nolan, contenendo tutte le tematiche che più sono care al regista e che ha già impiegato in quasi ogni film da lui diretto. Ecco perché, da oggi e per il resto del mese, vi porteremo alla scoperta della carriera di Christopher Nolan con un approfondimento alla settimana.

gargantua in interstellar

La scienza di Interstellar: tra Kubrick e realtà

Uno dei film più discussi è senza ombra di dubbio Interstellar (2014), considerato da molti un vero e proprio capolavoro del genere fantascientifico. A cosa deve la sua estrema popolarità? 

Oltre all’indubbio impatto visivo e sonoro, entrambi aspetti da non sottovalutare quando si parla di Nolan, una delle caratteristiche più importanti è sicuramente la sua ispirazione e il meticoloso studio alle spalle. Il fisico Kip Stephen Thorne è la mente dietro ai trattati che hanno reso possibile non solo la realizzazione del lungometraggio, ma anche la sua componente più sbalorditiva. Le teorie a cui si fa riferimento sulla relatività, sui wormhole e sui buchi neri, infatti, sono molto più plausibili di quanto si possa pensare e, con la giusta dose di elementi realmente fantascientifici, Nolan è riuscito a creare un film che ha di spettacolare specialmente la sua base tremendamente reale.

Un errore che spesso si tende a fare è quello di tentare il paragone con un vero e proprio gioiello indiscusso, 2001: Odissea Nello Spazio. Sia Interstellar che il film di Stanley Kubrick hanno in comune l’essere stati realizzati in due periodi in cui l’interesse per la fisica e lo spazio ha subito una forte crescita. Entrambi i film raccontano un viaggio, due Odissee che, a loro modo, finiscono con l’entrare in una vera e propria analisi dell’evoluzione umana attraverso il tempo, seppur partendo da concetti estremamente diversi e arrivando a risultati altrettanto differenti. L’ispirazione di Nolan da Kubrick è innegabile, ma questo non significa che anche lui non sia stato capace di creare un capolavoro totalmente unico ed originale e che ha dato una svolta ad un genere che da anni non toccava punti talmente interessanti, rendendo il paragone già sterile in partenza. 

dunkirk

La sospensione del tempo in Dunkirk

Un altro tassello essenziale del cinema di Nolan e di cui non si può evitare di parlare è sicuramente il tempo. In Interstellar, oltre ad essere al centro delle questioni riguardanti la relatività, viene usato come espediente per portare avanti una narrazione frammentata che trova nell’intreccio di passato, presente e futuro il suo più grande equilibrio, alternando le vicende vissute dalla giovane Murph sulla Terra a quelle di Cooper nello spazio. Nel successivo film, Dunkirk (2017), la divisione del tempo viene maggiormente estremizzata. Nolan racconta l’evacuazione di Dunkerque del 1940 organizzando il film su tre diversi assi che proseguono parallelamente ma in tempi diversi: l’episodio sulla terraferma copre lo spazio di una settimana, quello in mare un giorno e l’episodio in aereo, quindi nei cieli, si svolge in una sola ora. La narrazione non lineare è qualcosa a cui siamo ormai abituati, specialmente quando si tratta di Nolan, ma l’uso che ne fa in questo film non avrebbe avuto lo stesso effetto senza tutti quegli anni di esercizio precedenti. Sospensione è l’unico termine che si può avvicinare al risultato ottenuto: assistendo alle tre diverse linee temporali, continuando a passare da un momento all’altro, non si può far a meno di rimanere col fiato sospeso per l’intera durata del film, in uno stato che trascende completamente dalla sala cinematografica grazie anche alla colonna sonora di Hans Zimmer (e precisiamo che anche questa richiama il tempo, ricordando il ticchettio di un orologio) costruita su continue scale di intensità differenti e all’ambientazione della seconda guerra mondiale. In questo contesto, il soggetto che viene narrato passa totalmente in secondo piano, accentuando invece le modalità in cui viene fatto.

the prestige

The Prestige e la sua tragica umanità

La scienza e il tempo hanno di certo il loro fascino, ma da soli non sono bastati per fare di Christopher Nolan uno dei registi con più successo degli ultimi decenni. Se c’è una formula magica capace di svelare il segreto dietro al suo talento, questa è sicuramente la capacità di combinare dati ed elementi che all’apparenza sono così infinitamente oggettivi con una profondissima umanità, visibile fin dagli esordi e presente in ogni suo successo cinematografico. In Interstellar, il lavoro meticoloso di Thorne si fonde perfettamente con l’amore di una figlia per il proprio padre; in Dunkirk la storia e il tempo sono la cornice del dolore umano e universale. Tutti questi elementi trovano il loro giusto posto ancor prima in The Prestige (2006), probabilmente uno dei lavori dove le qualità di Nolan si dimostrano maggiormente. Con continui salti tra presente e passato, col fine di creare un’attesa soffocante, assistiamo alla sfida psicologica e letale tra i due illusionisti Borden e Angier. Completamente circondati da scienza, l’arma più potente in loro possesso, The Prestige è in realtà la storia degli errori umani e della nostra fragilità, con la conseguente tendenza costante a cercare di superare questi limiti raggiungendo vette a cui non sempre possiamo accedere. Lo stesso rapporto tra i due illusionisti viene spezzato e seppur ci è concesso saperlo fin dai primi minuti, è solo andando avanti con la visione che possiamo comprendere come. Anche le relazioni circostanti non vengono sottratte da questa analisi, a cominciare da quella tra Angier e la moglie Julia che finisce fin da subito in tragedia, anticipando le sorti future di tutti gli altri personaggi. 

christopher nolan

In continua evoluzione

Nolan, nel corso degli anni, ha creato una vera e propria impronta autoriale grazie anche all’uso proprio di queste tematiche, costantemente in movimento e in continua ascesa e che hanno raggiunto, per questo, un’estrema popolarità anche in ambienti completamente nuovi. È riuscito a portare sullo schermo dei lavori che non sono solo il prodotto visivamente ottimo di tecnica e studio, ma che comprendono anche e soprattutto profonde riflessioni sulla natura umana e sulle aspettative del nostro futuro, anticipando alcuni tra i più grandi temi che sono oggi oggetto di discussione quotidiana nella nostra realtà. La regia di Christopher Nolan finisce per questo motivo con l’avere una componente attrattiva estremamente forte, spezzando i confini che dividevano l’autorialità dal cinema più popolare: quasi tutti hanno visto almeno uno (quando non di più) dei suoi film. Che piaccia o meno, Christopher Nolan ha dato nuova forma al cinema contemporaneo, imparando dai grandi maestri del passato, in particolare Kubrick tra tutti, e generando una nuova corrente che non può che essergli infinitamente grata. 

Fonti e Approfondimenti

The Prestige (2006), dir. Christopher Nolan

Interstellar (2014), dir. Christopher Nolan

Dunkirk (2017), dir. Christopher Nolan

2001: Odissea Nello Spazio (1968), dir. Stanley Kubrick

La scienza di Interstellar

L’uso della musica in Dunkirk

Produzione di The Prestige

Valentina Dadda

Studia scienze dei beni culturali ed è innamorata da sempre del cinema e della letteratura, suoi compagni di viaggio da una vita. Affronta le giornate passando da una citazione all'altra e passerebbe ore a parlare di scienza o di femminismo, o di tutte queste cose insieme.

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