Hawkeye: la formula vincente delle storie semplici

Hawkeye: la formula vincente delle storie semplici

Hawkeye: locandina e titolo dell'articolo

Miniserie

2021

Disponibile su: Disney+

3.5/5

Tra un paio di settimane su Disney+ uscirà Moon Night ma, un po’ in ritardo sui tempi, non potevamo saltare la recensione dell’ultimo prodotto seriale Marvel. Finalmente ecco quindi anche la nostra recensione di Hawkeye, la serie che chiude un anno particolarmente ricco di contenuti, tra alti e bassi (soprattutto bassi). Per questa volta, però, ci lasciamo alle spalle potenti magie cosmiche e grandi organizzazioni nascoste e torniamo su piani terreni con una piccola avventura di città come non se ne vedevano da molto tempo.

Hawkeye: Jeremy Renner e Hailee Steinfeld in una scena della serie

Il passaggio di testimone

Com’è noto, la fase 4 dell’universo Marvel si sta rivelando sempre di più come la fase dei passaggi di testimone. Dopo Avengers: Endgame, chiusura cinematografica di più di venti film, un ricambio generazionale era d’obbligo per rinnovare il pantheon di supereroi: così abbiamo avuto una serie che passa lo scudo di Captain America a Falcon (The Falcon and the Winter Soldier), un film che svela la nuova Vedova Nera con il volto di Florence Pugh (Black Widow) e ora, con Hawkeye, il testimone di Occhio di Falco passa alla giovane Kate Bishop di Hailee Steinfeld.

È proprio Kate Bishop “l’anima della festa”: con il suo atteggiamento irriverente e iperattivo, da buona fan dell’ormai fuori forma arciere che l’ha ispirata fin dall’attacco di New York del 2012, la serie basa buona parte della sua forza su di lei, dimostrando in mezzo a tanta ingenuità un personaggio in grado di tirare fuori una grande grinta. Ma i punti di forza non si fermano qui: con ben poca carne al fuoco rispetto alle altre serie, Hawkeye riesce a concentrarsi maggiormente sul rapporto tra Kate e il vecchio scorbutico Clint dandoci ciò che invece The Falcon and the Winter Soldier non era riuscita a fare, un ottimo “buddy movie”.

La serie risente tuttavia di molte di quelle problematiche che già abbiamo riscontrato nelle altre uscite di quest’anno: storie dalla struttura debole dove le tempistiche vengono mal gestite (e in più casi ampiamente dilatate) tra un episodio e l’altro, spesso fallendo nel chiudere tutte le sottotrame iniziate e affrettando il racconto nell’ultimo episodio. Anche Hawkeye purtroppo non è da meno e possiamo solo sperare che Marvel impari dai propri errori per correggere il tiro nei futuri prodotti.

Hawkeye: Jeremy Renner e Hailee Steinfeld in una scena della serie

Vecchie conoscenze

Nonostante il cerchio ristretto di personaggi vediamo tante nuove facce e anche alcune vecchie conoscenze che preludono a nuovi prodotti in futuro.

Nella serie fa il suo esordio Echo, la prima supereroina Marvel non udente – interpretata per altro da un’attrice, Alaqua Cox, che è portatrice in prima persona della stessa disabilità. Il suo personaggio, forse penalizzato dalla poca esperienza attoriale dell’attrice, qui all’esordio, e da una scrittura non proprio brillante, non riesce a spiccare come avrebbe dovuto, rimanendo un po’ nell’ombra come principale nemesi di Kate. La sua presenza diventa però molto interessante nel momento in cui si viene a scontrare con Clint, che a seguito del suo lavoro non proprio tranquillo sta purtroppo sviluppando la perdita dell’udito. Un rapporto interessante che avrebbe sicuramente meritato un maggiore approfondimento.

Il personaggio di Echo viene totalmente messo da parte dalla presenza di Yelena Belova: Florence Pugh ne esce ancora come un personaggio vincente nonostante si avverta qualche scricchiolio nelle motivazioni che la conducono sulla sua strada di vendetta nei confronti di Clint. Il suo personaggio ne esce purtroppo superfluo: la sua presenza, per quanto gradita in certe interazioni soprattutto con Kate, alla fine non ha alcuna rilevanza nella storia raccontata dalla serie che, senza di lei, sarebbe andata avanti comunque.

C’è chi vocifera di una possibile unione di tutti questi giovani eroi negli Young Avengers (film o serie tv su Disney+?) ma ancora non abbiamo notizie certe. Se non altro Marvel sa come rinnovarsi ed è probabile che i cinecomic, con buona pace dei detrattori, terranno banco ancora per un po’.

E tra le nuove facce impossibile citare il Kingpin di Vincent D’Onofrio, che riprende qui il ruolo lasciato dopo la forzata chiusura della serie Marvel-Netflix Daredevil. Di lui sappiamo ancora poco, se non che la sua forza sembra essere aumentata esponenzialmente: anche qui il suo ruolo serve più a introdurre il personaggio in vista di una sua probabile presenza nella futura serie dedicata a Echo. Per i vecchi fan del personaggio, purtroppo, l’amara ma aspettata verità è che dovremo probabilmente salutare la violenza e la crudezza con il quale lo conoscevamo. La gravità del personaggio viene qui totalmente abbandonata per un aspetto più fumettoso e decisamente più vicino al clima generale di infantilizzazione di cui sono vittima sempre più i personaggi Marvel.

Sarà l’atmosfera natalizia che pervade la serie o il tono scanzonato con cui si presenta fin da subito, ma Hawkeye, nonostante i numerosi problemi, ne esce probabilmente come una delle serie migliori dell’anno Marvel. Forse la chiave è proprio qui: le avventure cosmiche pensano troppo in grande (vero Eternals?), un ritorno a storie semplici e circoscritte potrebbe essere la formula vincente.

Fonti

Hawkeye (Id., 2021), Disney+

Tutte le immagini sono di proprietà Disney.

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

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