Cursed: un ciclo arturiano al femminile

Cursed: un ciclo arturiano al femminile

Tra alti e bassi Cursed ci racconta la storia di Nimue, la Dama del Lago

Cursed voto

Stagione 1

Netflix

2020

3/5

Le trasposizioni cinematografiche del ciclo arturiano sono molteplici – tra le più fortunate ricordiamo sicuramente Merlin, serie televisiva inglese trasmessa tra il 2008 e il 2012 – ma Cursed si propone un obiettivo diverso e tutto sommato originale: la nuova serie televisiva prodotta da Netflix e uscita lo scorso 17 luglio è tratta dall’omonimo libro illustrato di Frank Miller e Tom Wheeler e propone una nuova storia a partire dal punto di vista di Nimue, la Dama del Lago, personaggio ricorrente delle narrazioni del Ciclo Arturiano.

È passato ormai un anno dalla fine di Game of Thrones, la fortunata serie di HBO ormai celebre in tutto il mondo e che per diversi anni ha interamente occupato il panorama televisivo come serie fantasy di culto; la sua fine ha lasciato un vuoto che le varie emittenti vogliono cercare di colmare. Netflix ci ha già provato con The Witcher, serie fantasy tratta dalla saga di libri di Andrzej Sapkowski e già protagonista di una fortunatissima serie di videogiochi, Prime Video sta invece preparando una nuova trasposizione della saga del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. Anche Cursed sembra inserirsi in questa corsa ma Netflix è ormai abbastanza famosa per la qualitá piuttosto altalenante dei suoi prodotti e anche in questo caso le recensioni non sono state molto positive. Vale davvero la pena vedere Cursed?

Cursed: immagine dalla serie

Quando i Paladini Rossi, un gruppo di fanatici cristiani, mettono a ferro e fuoco il suo paese, Nimue, una giovane Fey del Popolo del Cielo, viene incaricata dalla madre morente di consegnare la leggendaria Spada del Potere a Merlino, mago al servizio del re Uther Pendragon, ma la strada da intraprendere non sarà ovviamente semplice.

Una parola per descrivere Cursed potrebbe essere confusione. Non avendo letto il materiale di partenza non è certamente possibile giudicare la validità’ della storia originale, ma la serie Cursed si caratterizza per una forte confusione nel raccontare una storia molto intricata destreggiandosi in dieci episodi tra i cinquanta e i sessanta minuti l’uno. Sicuramente la serie non risente della lentezza e della sensazione di inutilità di cui spesso risentono alcuni episodi delle serie Netflix che sembrano inseriti solo per allungare inutilmente il brodo: il materiale da raccontare è molto ed intricato ma risente di una scrittura imperfetta e di un montaggio poco riuscito che contribuiscono ad alimentare la sensazione di confusione nello spettatore.

L’inizio un po’ burrascoso mette subito in moto una trama che si snoda nel corso degli episodi con un ritmo che alterna momenti di completo vuoto a momenti pieni di accadimenti a cui quasi si fatica a star dietro e una moltitudine di personaggi più o meno rilevanti ai fini della storia che non aiutano a tenere il passo. I numerosi personaggi più o meno conosciuti si succedono velocemente presentando un quadro piuttosto ricco di narrazioni che faticano a intrecciarsi in un totale uniforme ma che, al contrario, risulta alla fine piuttosto confusionario e a tratti insensato.

Il tono è altalenante tra i vari episodi e all’interno degli stessi: si passa in scene spesso contigue da momenti drammatici ad altri comici senza un nesso strettamente logico, e non mancano momenti di totale follia in cui è difficile trovare un senso alle azioni dei personaggi a livello narrativo o in cui è evidente la necessità narrativa di una scena anche se totalmente insensata a livello di trama. La serie probabilmente risente di una traduzione fin troppo letterale dalla carta allo schermo che porta inevitabilmente a rendere ridicole alcune scelte inizialmente considerate buone… a parole.

Cursed: Katherine Langford nel ruolo di Nimue

Katherine Langford, già’ protagonista assoluta di Tredici sempre per Netflix, non spicca purtroppo qui per le sue qualità’ attoriali, seguita a ruota da alcuni dei coprotagonisti che finiscono per tessere personaggi piatti e stereotipati: la recitazione in molti punti cruciali della storia sembra forzata e finisce per far sorridere in momenti che dovrebbero portare a tutt’altri sentimenti. Ci sono personaggi estremamente buoni e personaggi estremamente cattivi, che non vacillano mai dalle loro posizioni e che sono così perché così devono essere ai fini della trama e non hanno una vera e propria caratterizzazione alle spalle che li definisca in tal modo. Solo i personaggi principali sono effettivamente caratterizzati e riescono a porsi in una dimensione di mezzo che dà effettivamente la possibilità allo spettatore di immedesimarsi e provare empatia nei loro confronti: Nimue è sicuramente una di queste ma la recitazione della Langford la rende purtroppo poco credibile nel ruolo di eroina macchiata dagli sbagli.

Perfino la colonna sonora non spicca di qualità’ con alcune scelte discutibili di brani che stonano completamente all’interno di una colonna sonora generalmente dai toni medievaleggianti.

Tutto sommato però, nonostante la confusione e l’evidente discutibilità di alcune scelte narrative, la serie risulta abbastanza godibile e si lascia guardare almeno per una storia intrigante di cui si vuole conoscere la fine. Peccato solo che questa fine non arrivi, con un finale di stagione che lascia più domande che risposte. Ma Nimue, di grazia, non era mica la Dama del Lago?

Non ci sono ancora notizie di una possibile seconda stagione ma è forse ancora troppo presto per parlarne, a neanche un mese dall’uscita. Vedremo se Netflix si prenderá in carico il seguito della storia.

Fonti

Cursed, Netflix

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

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