Belle: una favola d’amore verso il prossimo

Belle: una favola d'amore verso il prossimo

Mamoru Hosoda

2022

4/5

L’ultima opera di Mamoru Hosoda, Belle: la principessa con le lentiggini e il drago (titolo originale tradotto) è uscita nei cinema solo il mese scorso e sembra aver fatto conoscere il suo lavoro e la sua maestria al grande pubblico, grazie anche, finalmente, a una distribuzione “classica” come gli altri film e non come evento speciale come di solito avviene. Spero abbiate avuto la possibilità di godervela su grande schermo.

Belle: Suzu in versione "Belle" su U

Per quanto inizialmente, dal trailer o dal poster promozionale, possa risultare l’ennesimo adattamento dell’omonima favola, Belle in realtà è molto di più: è una favola d’amore verso il prossimo. Parla di empatia e senso di aiuto istintivi verso chi nemmeno conosciamo, ma anche di chi silenziosamente ci resta vicino nonostante continuiamo a isolarci e, in un certo senso – anche letterale – di come ritrovare la propria voce.

Siamo nel nostro mondo dove esiste una realtà virtuale, chiamata U: questa ti permette di creare un alter ego secondo le tue caratteristiche biometriche per poter dare spazio alla tua creatività e comunicare con le altre persone.

La nostra protagonista è Suzu, una liceale in una piccola provincia giapponese: da quando sua madre è mancata continua a distaccarsi dagli altri e da suo padre e non riesce più a cantare, sua grande passione fin da bambina. Quando prova U, però, con la sua nuova versione in digitale ricomincerà a farlo, diventando in breve tempo (anche grazie alla sua unica e irriverente amica Hiro) una star internazionale della musica.

Tutto sembra andare bene fino all’incontro improvviso con un avatar dalle sembianze animalesche e con una forza sovrumana, denominato “il drago”. Egli pare combatta per il gusto di farlo, per questo viene attaccato dalle autorità che sorvegliano la rete. Suzu, nell’avatar di Belle, rimane colpita da quanta tenacia e caparbietà ci metta in ogni scontro, nonostante sia sempre solo a combattere, incurante dei colpi subiti. Da quel giorno Belle cercherà di trovarlo, di conoscerlo o quantomeno di parlarci e tentare di scoprire cosa celi dietro tutta quella rabbia e i suoi lividi trasformati in colore.

Belle: Suzu e la sua migliore amica in una scena del film

Belle è una favola moderna divertente, spensierata e drammatica dove l’amore è universale ed è teso verso chi ha bisogno di aiuto e un gesto d’affetto.

Sembrerà scontato ma vorrei citare l’incredibile lato tecnico e il meticoloso lavoro che è stato fatto tra animazione in 2D e animazione digitale, tra schermate virtuali colme di innumerevoli dettagli e altrettanti personaggi tutti diversi tra loro e ambienti naturali e quotidiani. Più l’intera colonna sonora, coinvolgente dalla prima nota, che ci trascina nella storia e ci aiuta a empatizzare con Suzu fin da subito.

Con questa sua ultima fatica Hosoda ci ricorda ancora una volta quanto impatto emotivo abbiano le sue storie, quanto non abbia paura nel mostrare una realtà brutale, senza vittimizzare nessuno – e per questo merita di essere vista (e le persone che l’hanno vissuta meritano di essere viste attraverso di essa). Mostra anche la bellezza dei legami di chi ci sta vicino, delle piccole attenzioni di chi vuole bene, la spensieratezza dell’adolescenza e il coraggio e la dolcezza di chi ritrova la propria strada.

Fonti

Belle (Ryu to Sobakasu no Hime, 2021), Mamoru Hosoda

Francesca Sutera

Serpeverde e femminista, cresciuta ad anime e film Disney ha maturato il suo amore per l'animazione, sopratutto per quella giapponese e per quella in stop motion, predilige le opere britanniche, specie se drammatiche o storiche, le favole horror e il black humor. Passa le giornate ad ascoltare musica e sperare in più rappresentazione nei film e cartoni animati.

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