Arcane: quando gli ultimi parlano con la propria voce

Arcane: quando gli ultimi parlano con la propria voce

Arcane: locandina della serie e titolo della recensione

Stagione 1

2021

Disponibile su: Netflix

5/5

Arcane è stata giustamente decantata in più e più modi, e sicuramente non mi sento di aggiungerne ulteriori, ma ci tenevo abbastanza da dire lo stesso la mia perché poche cose come questa storia mi hanno completamente rapita, scossa e fatta sentire così vicino alle protagoniste e ai loro sentimenti, una vicinanza in particolare che ha lasciato un segno indelebile nel cuore.

Vincendo nove Annie Awards in tutte le categorie in cui era stata candidata, tra i quali miglior design, animazione dei personaggi e scrittura, ha rubato la scena non solo alle altre serie animate ma anche ai film live action, diventando il contenuto più visto su Netflix al momento dell’uscita. La Riot Games ha saputo dare tutto, superando di molto le aspettative della fanbase di League of Legends (videogioco da cui è tratto il worldbuilding) e coinvolgendo chi, come me, ne era al di fuori.

Arcane: Powder bambina in una scena della serie

Vi e Powder sono sorelle rimaste orfane a causa della guerra tra Piltover, luminoso faro del progresso, e Zaun, città sotterranea e dei dimenticati, dove loro sopravvivono insieme ad altri amici. Durante un colpo la piccola Pow scopre delle piccole quanto distruttive pietre preziose facendo arrivare gli agenti di polizia fino alle loro strade. La consulta di Piltover vuole a tutti i costi un colpevole per ciò che accaduto, Vi tenta di proteggere sua sorella e i suoi amici ma un accordo sporcato col sangue e l’errore di una bambina insicura porteranno a conseguenze inimmaginabili e catastrofiche.

Arcane è una storia di sorelle e di fratelli, di perdita, dolore e vendetta, ma anche di rabbia, di ingiustizie e di scelte. Certo il magistrale lavoro tra animazione, scene d’azione e musiche, e l’averle legate in una folle, bellissima e perfetta armonia va riconosciuto, applaudito, studiato, e potremo bearcene per molto tempo. Ma il vero punto di forza di Arcane, il motivo per cui siamo ancora qui a parlarne, sono i personaggi, soprattutto quelli della città sotterranea, con le loro peculiari caratteristiche e il messaggio di cui si fanno carico e che attraverso loro viene trasmesso, urlato per meglio dire. Gli ultimi parlano finalmente con la loro voce, in modo reale, non chiedono scusa o pietà, vogliono rivalsa, giustizia, possibilità e cercano di prendersi tutto perché non hanno più niente o quasi da perdere.

Arcane: Vi, Powder e i fratelli in un vicolo di Zaun

“Sei più forte di quanto pensi e, un giorno, questa città ci rispetterà.” 

La linea che divide buoni e cattivi è impercettibile, qui non esistono eroi puri e incorruttibili come criminali privi di scrupoli o ideali, ognuno e ognuna di loro combatte per la stessa battaglia, solo con armi diverse che la vita ha voluto offrirgli e con ciò che potevano afferrare. I veri nemici sono coloro che si innalzano a giusti sfruttando la fortuna di dove sono nati, di chi esige barriere per chi nemmeno conosce, di chi prospera sulle spalle di chi rimane indietro e viene schiacciato in nome dell’innovazione e dell’ordine.

Piltover e Zaun sono città ispirate dall’estetica steampunk – immense navi a vela fluttuanti, portali di teletrasporto, carrozze e palazzi degni di un regno – e da quella cyberpunk – enormi insegne al neon contrapposte al buio delle strade, componenti artificiali e skateboard antigravitazionali – ma ciò che accade al loro interno non potrebbe essere più attuale e veritiero. Dinamiche della città sotterranea e modi di dire, fare o solo pensare vi potranno essere familiari o quasi: se invece così non è, potrebbe essere uno spunto per riflettere su quanto la vostra conoscenza del mondo sia parziale.

Pensare che in realtà le due città dovrebbero essere una sola – non a caso a separarle c’è solo un ponte. Ma quando da un lato si stagliano magnifici edifici dove illustri scienziati e politici discutono e progettano il futuro e di come migliorare la vita delle persone, lasciando però nell’ombra chi vorrebbe farlo davvero ma non incarna il volto che vorrebbero davanti a una folla, e dall’altro l’aria è tossica, orfani e abbandonati vagano per vicoli sudici, la violenza è l’unico mezzo per sopravvivere, e non c’è da fare molto altro se non obbedire a chi ha il potere e provare a farsi strada con rabbia e determinazione, come biasimare azioni che pensiamo (e restano) deplorevoli o insensate quando il dialogo non basta e non c’è speranza?

Arcane non vuole decidere quale sia la via migliore per agire, né chiede a noi di farlo. Ci presenta e ci mostra solo ciò che hanno scelto i personaggi: una lode agli ultimi, meravigliosamente spezzati dalla vita ma che continuano nonostante tutto a scegliere loro stessi.

Fonti

Arcane (Arcane: League of Legends, 2021), Netflix

Tutte le immagini sono di proprietà Netflix.

Francesca Sutera

Serpeverde e femminista, cresciuta ad anime e film Disney ha maturato il suo amore per l'animazione, sopratutto per quella giapponese e per quella in stop motion, predilige le opere britanniche, specie se drammatiche o storiche, le favole horror e il black humor. Passa le giornate ad ascoltare musica e sperare in più rappresentazione nei film e cartoni animati.

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