All my friends are dead: la recensione

All my friends are dead: la recensione

Quando horror e comedy si incontrano

all my friends are dead

Jan Belcl

Netflix

2021

2.5/5

Abbiamo tutti presente quel genere di serate in cui si passa fin troppo tempo a sfogliare il catalogo di Netflix per decidere cosa guardare senza, spesso, riuscire ad arrivare a una degna conclusione perché qualsiasi titolo non ci sembra quello adatto. È così che, a volte, finiamo con l’affidarci al caso, scegliendo film improbabili e che mai avremmo visto in altre occasioni. All my friends are dead è esattamente quel genere di film: non sei tu a scegliere lui ma è lui a scegliere te (fatemi aggiungere, purtroppo). 

Approdato su Netflix lo scorso 3 febbraio, All my friends are dead è una dark comedy diretta dal regista polacco Jan Belcl. La mattina del primo gennaio, l’ispettore capo della polizia locale si trova, insieme al suo giovane assistente, sul luogo di una tragedia avvenuta nella notte precedente durante i festeggiamenti di capodanno. In uno chalet di montagna vengono ritrovati decine e decine di corpi di giovani ragazzi morti in ogni angolo della casa: c’è chi è impiccato, chi è rimasto fulminato sul pavimento, qualcuno legato al letto e altri con colpi di pistola; i muri sono tappezzati di macchie di sangue e le porte mostrano segni di colpi d’ascia. Una sola ragazza, immobile e paralizzata, è rimasta viva e viene portata via in ambulanza mentre, in stato di shock, continua a ripetere “tutti i miei amici sono morti”. Sui titoli di testa in stile fumettistico che strizzano l’occhio al cinema di Tarantino comincia un lungo flashback che ripercorre l’intera nottata ricostruendo, un morto dopo l’altro, la tragedia.

all my friends are dead

Tra un cliché e l'altro

Già nei primi minuti ci vengono introdotti tutti i numerosissimi personaggi e ce n’è davvero per tutti i gusti. Seguendo prototipi comuni agli american movies ambientati nei college americani degli anni ’90, troviamo veramente ogni tipo di macchietta: i nerd fissati col sesso, la coppia in crisi, il ragazzo gay che non ha ancora fatto coming out, la madre di famiglia che si accompagna con ragazzi molto più giovani di lei, le ragazze frivole coinvolte solo per compiacere lo spettatore maschile medio, il giovane religioso in crisi mistica e tentato dal desiderio carnale e infine il fattorino perennemente a disagio e fuori posto che tenta di pagarsi gli studi. Se state cercando anche una minima caratterizzazione correte lontani perché sicuramente non la trovere in All my friends are dead. I personaggi, infatti, ci vengono presentati attraverso luoghi comuni e quasi mai si discostano da essi ma, anzi, i dialoghi e la sceneggiatura, curata sempre da Belcl, non fanno altro che rendere il film intero un enorme accumulo di stereotipi all’interno di effetti visivi sicuramente più moderni ma che non bastano a rendere il prodotto finale totalmente godibile.

L’approccio alla narrazione è volutamente ironico, cadenzato da un black humour che però non funziona più di tanto. Le dinamiche comiche, infatti, ruotano per lo più intorno al tema troppo reiterato del sesso e a cliché che più che cinici, per poco, non sfociano nell’offensivo, come le gag sull’orientamento sessuale che, diciamocelo, fanno davvero ancora ridere così tanto? 

all my friends are dead 2

Il massacro tragicomico

Nonostante le premesse (e, in realtà, anche il resto del film) lascino sperare ben poco, la natura tragicomica degli eventi non può far nascere nello spettatore una genuina curiosità sulla domanda su cui è costruita l’intera pellicola: come diavolo è potuto accadere tutto ciò? Un minimo tentativo di ricreare una costruzione analitica degli eventi c’è ma non è quella che fa nascere un reale interesse. Pian piano cominciano ad essere svelati segreti, legami di parentela vari e connessioni tra i numerosi personaggi che in realtà, oltre ad essere piuttosto prevedibili, rimangono totalmente sullo sfondo a causa della poca empatia che si riesce a creare con lo spettatore. È più che altro il divertimento di scoprire, poco alla volta, come da un omicidio accidentale con un colpo di pistola si possa arrivare alla tragedia finale che vede coinvolti tutti i partecipanti alla festa che tiene incollati allo schermo fino alla fine. Il massacro tragicomico avanza fino ad arrivare a una scena di climax assoluto, in concomitanza con lo scoccare della mezzanotte e sulle note di una colonna sonora azzeccatissima e che ci lascia di stucco per l’assurdità del momento. 

Il tutto è condito da un finale sperimentale che avrebbe avuto un sapore totalmente diverso se non fosse stato preceduto da un’ora e mezza di sceneggiatura per lo più scialba e prevedibilmente eccessiva. Il montaggio e gli altri aspetti tecnici dimostrano una volontà e un impegno che sarebbero potuti essere ammirabili ma le prove attoriali nel loro insieme, con i dialoghi e la narrazione, rendono All my friends are dead un film proponibile se l’intento è quello di passare un’ora e mezza tra più o meno risate, a seconda del momento. Nel complesso, purtroppo, rimane un film di cui difficilmente ci ricorderemo.

Fonti

All my friends are dead (2021), dir. Jan Belcl

Valentina Dadda

Studia scienze dei beni culturali ed è innamorata da sempre del cinema e della letteratura, suoi compagni di viaggio da una vita. Affronta le giornate passando da una citazione all'altra e passerebbe ore a parlare di scienza o di femminismo, o di tutte queste cose insieme.

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