7500: la recensione del film con Joseph Gordon-Levitt

7500: la recensione del film con Joseph Gordon-Levitt

Patrick Vollrath debutta con il suo primo lungometraggio confezionando un thriller tutto ambientato in una cabina di pilotaggio.

Patrick Vollrath

Amazon Prime Video

2020

3.5/5

In aviazione, 7500 è il codice d’emergenza che i piloti comunicano via radio alla torre di controllo nel caso in cui il volo venga dirottato, ed è proprio questa la premessa di 7500, il nuovo film thriller presentato lo scorso agosto 2019 al Locarno Film Festival e uscito finalmente lo scorso 19 giugno sulla piattaforma Amazon Prime Video.

Tobias (Joseph Gordon-Levitt) è il giovane copilota americano di un volo in partenza da Berlino e diretto a Parigi che si ritroverà ad affrontare l’improvvisa irruzione nella cabina di pilotaggio di alcuni terroristi islamici in un tentativo di dirottamento.

7500: frame del film

Patrick Vollarth, con un budget di appena cinque milioni, debutta con il suo primo lungometraggio e riesce a confezionare un interessante thriller all’interno dello spazio chiuso e soffocante di pochi metri quadri della cabina di pilotaggio di un volo di linea. È proprio la cabina a fare da coprotagonista del film, un ambiente piccolo e claustrofobico dal quale la macchina da presa non si muoverà mai nel corso del film: solo alla fine osiamo fare qualche passo fuori da essa, nel corridoio dell’aereo, movimento che viene a coincidere con una liberazione di cui lo spettatore entra pienamente a fare parte.

La tensione è massima e costante per tutta la durata della pellicola, grazie a numerosi fattori. Se già le riprese ci chiudono all’interno di uno spazio ristretto dalla quale non possiamo uscire, l’incredibile interpretazione di Joseph Gordon-Levitt ci coinvolge emotivamente rendendoci partecipi di scelte terribilmente difficili eseguite con la fermezza e il coraggio tipiche dell’eroe protagonista. La tensione è inoltre tenuta viva dal ritmo totalmente privo di ellissi narrative che ancorano fermamente il film ad un tentativo di realismo ampiamente riuscito: il tempo della storia e il tempo del racconto arrivano a coincidere e lo spettatore si ritrova partecipe degli eventi così come si verificano davanti alla macchina da presa. La totale assenza di una qualsiasi forma di musica di accompagnamento è in questo senso decisiva, annullando ogni finzione scenica in favore della coincidenza tra spazio e tempo.

Il film tuttavia non presenta molti spunti di originalità, comuni a molti film del genere. Primo tra tutti United 93, il film drammatico del 2006 di Paul Greengrass che affronta la vicenda, questa volta reale, del dirottamento del volo che l’11 settembre 2001 avrebbe dovuto colpire il Pentagono, con il quale 7500 condivide la struttura narrativa. Ma è anche vicino a Sully, altro film in cui il pilota, in questo caso interpretato da Tom Hanks, si ritrova a dover compiere scelte difficili per la salvezza dei propri passeggeri.

7500 non è inoltre salvo da piccoli cliché che dovrebbero alimentare la drammaticità del film ma che finiscono per risultare banali e facilmente prevedibili, tra la storia romantica tra Tobias e la compagna Gökçe e il tentativo di instaurare un legame con il più piccolo e spaventato degli attentatori, Vedat.

Fonti

Gaia Galimberti

Laureata in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano, è cresciuta fantasticando mondi attraverso i libri e, dopo essersi innamorata del cinema, fatica a trovare il tempo per correre dietro a tutte le sue passioni. Sogno nel cassetto: scrivere un libro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copy link
Powered by Social Snap